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Nuova Sperimentazione – NANO RETINA: al via il reclutamento per il nuovo impianto epiretinico.

Una nuova protesi retinica è ora disponibile.

Inizia la sperimentazione clinica di una nuova protesi retinica, ancora mai impiantata su uomo, presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Careggi, SOD Oculistica, Dir. Prof Stanislao Rizzo.

Si tratta di un impianto autonomo, alimentato a infrarossi (IR) e progettato per convertire l’input visivo in impulsi elettrici a livello delle cellule nervose retiniche.

L’impianto NanoRetina è un innovativo dispositivo epiretinico (posizionato cioè sulla retina, e non al di sotto) costituito da una serie di elettrodi che, penetrando attraverso gli strati del tessuto retinico, vengono connessi direttamente alle cellule nervose residue presenti nella retina bypassando lo strato dei fotorecettori danneggiati. Gli elettrodi di questo sistema sono 576, un numero cha lascia ipotizzare una migliore risoluzione del sistema rispetto ai precedenti già sotto studio.

 

Il sistema non richiede la presenza di cavi: il tutto funziona in modalità wireless.

Il paziente dovrà indossare un occhiale a infrarossi con lenti trasparenti. Sull’occhiale è presente un impianto che converte l’immagine che arriva dall’esterno in luce infrarossa, che viene poi inviata all’array presente sulla retina. Questo chip trasmette l’immagine all’area visiva corticale, attraverso le vie ottiche naturali.

Per funzionare sarà quindi necessario tenere gli occhi aperti, come nel normale processo di visione.

 

Il primo criterio di inclusione è una precedente storia di visione.

Possono essere arruolati tutti i pazienti con età compresa tra i 18 e gli 80 anni.

Altri criteri di selezione sono:

-Diagnosi confermata di degenerazione retinica ereditaria allo stadio terminale (retinite pigmentosa o distrofia di coni e bastoncelli);

-Acuità visiva in entrambi gli occhi di percezione luce o assenza di percezione della luce da non più di 5 anni;

-Assenza di fori maculari, distacchi di retina, traumi oculari, edema maculare cistoide o altri problemi retinici legati alla vascolarizzazione o patologie del nervo ottico.

I pazienti dovranno effettuare una visita di screening, fondamentale per la valutazione della possibilità di essere inclusi nello studio.

Lo studio per tutti i pazienti inclusi durerà circa 18 mesi, dal momento dello screening.

Successivamente verranno sottoposti all’intervento chirurgico per l’inserimento dell’ impianto, che avrà durata di circa 2 ore, in anestesia generale,  con una degenza prevista di 1-2 giorni.

Dopo il periodo di convalescenza di 1 settimana inizieranno le procedure di ottimizzazione e impostazione del dispositivo, che potranno variare come durata a seconda dei soggetti. A 30 giorni dall’intervento avrà inizio il  percorso di riabilitazione, caratterizzato da 3 sedute a 1, 3 e 6 mesi dalla chirurgia, e successivamente, se si riterrà necessaria, sarà data la possibilità di effettuare delle sedute di riabilitazione direttamente a casa del paziente.

 

Chiunque vorrà avere maggiori informazioni o richiedere la visita di screening per l’eventuale arruolamento  potrà rivolgersi scrivendo a:

 

cecchip@aou-careggi.toscana.it.

 

Nella mail sarà necessario inserire i propri dati personali (nome, cognome, data di nascita, città di residenza e recapito telefonico), unitamente al tipo di diagnosi di distrofia retinica ereditaria e referto di ultima vista oculistica effettuata.

 

Per informazioni potrete chiamare Retina Italia al numero 026691744 (lunedì, mercoledì giovedì e venerdì dalle 9.30 alle 13.30)

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