Sindrome di Usher

Cosa è la sindrome di Usher

La sindrome di Usher è una forma ereditaria di sordità associata a retinite pigmentosa. In alcune forme è alterato anche l’equilibrio.

Quali sono i sintomi della sindrome di Usher?

I principali segni della sindrome di Usher sono la sordità  e la retinite pigmentosa. La sordità è il primo sintomo, in genere presente  già alla nascita. Ci sono tre tipi di sindrome di Usher: il tipo 1, il tipo 2 e il tipo 3.  Le persone con la sindrome di Usher di tipo 1 hanno una sordità profonda fin dalla nascita, hanno una alterazione dell’equilibrio che può portare a un ritardo  dell’età alla quale il bambino o la bambina iniziano a camminare e i sintomi della RP compaiono nella prima adolescenza.. La sordità è spesso così grave che le protesi non sono utili, mentre sono utili gli impianti cocleari.  Le persone affette, se non trattate, non sviluppano un linguaggio comprensibile. I pazienti con il tipo 2 hanno una sordità che insorge precocemente, ma di grado più lieve rispetto al tipo 1. I segni della RP in genere compaiono nel corso della tarda adolescenza. La  sindrome di Usher di tipo 3, identificata nel 1995, è molto rara e interessa soprattutto le persone di origine Finlandese. L’udito alla nascita può essere normale o poco alterato e la perdita di udito è progressiva, a volte accompagnata da disturbi dell’equilibrio. I sintomi della  retinite pigmentosa compaiono nell’adolescenza.

I vari tipi di sindrome di Usher possono   essere ulteriormente suddivisi in vari sottotipi a seconda del gene  associato alla malattia. Ad esempio la sindrome di Usher tipo 1B è quella causata da mutazioni del gene MYO7A.

 

Quali sono le cause della sindrome di Usher e come viene trasmessa?

La frequenza della sindrome di Usher varia a seconda delle aree geografiche, ma si tratta sempre  di una malattia ereditaria rara che interessa circa 1 persona su 10.000. La malattia compare quando sono alterate funzioni che sono comuni ai fotorecettori e alle cellule presenti nella coclea, la parte più interna dell’orecchio. Finora i ricercatori hanno identificato  13 diversi geni che, quando mutati causano la sindrome di Usher. La trasmissione è sempre autosomica recessiva. Le persone che hanno sordità e retinite pigmentosa causate da una alterazione del DNA mitocondriale NON vengono comprese nel gruppo dei pazienti con sindrome di Usher.

Se viene diagnosticata la sindrome di Usher  è estremamente importante che i familiari anche se sembrano non essere affetti, si sottopongano a una visita oculistica da parte di uno specialista esperto in malattie  della retina. Inoltre poiché la sordità è il primo sintomo, se a un bambino viene diagnosticata la sindrome di Usher è importante che eventuali fratelli e sorelle più piccoli che manifestino un problema uditivo, vengano visitati dall’ oculista. E’ anche  importante che le persone che hanno una diagnosi di sindrome di Usher consultino un genetista medico ed eseguano il test genetico. Il test aiuta a confermare la diagnosi, è utile per individuare il tipo di trasmissione e avere quindi informazioni sui rischi per i figli e per altri familiari. Inoltre avere una diagnosi genetica precisa è utile per  aggiornarsi sulle novità che si rendono disponibili per quella determinata forma di retinopatia, comprese eventuali sperimentazioni per il trattamento.

Quali trattamenti sono disponibili?

Per  l’udito sono disponibili protesi acustiche e impianti cocleari. Per  la vista, li primo passo è sfruttare al massimo la funzione visiva che è ancora presente. Oggi sono disponibili molti ausili per l’ipovisione quali  lenti telescopiche e lenti di ingrandimento. L’ampia gamma di supporti tecnici dedicati a chi ha una riduzione visiva costituisce un ausilio per vari gradi di alterazione visiva e la disponibilità di queste tecnologie ha rimosso molte barriere alla educazione e al lavoro.

Trattandosi di una malattia ereditaria ed essendo noti i geni che, quando mutati,  la causano, è ipotizzabile che saranno sviluppati trattamenti di terapia genica che consistono nell’inserire nelle cellule della retina una copia corretta del gene, trasportata da un virus innocuo. Questa tecnica,  già utilizzata con successo per altre malattie della retina, per la sindrome di Usher è più complessa in quanto si tratta spesso di geni molto grandi e difficili da “trasportare”. Tuttavia i ricercatori hanno individuato virus innocui in grado di trasportare  anche grossi geni e sperimentazioni cliniche di terapia genica per la sindrome di Usher sono già in corso negli Stati Uniti e in Francia e sono in programma altre sperimentazioni.

Vi è poi un’altra strategia di terapia. Poiché alcune delle mutazioni che causano la sindrome di Usher portano a una lettura errata del gene che si interrompe prima della fine della intera istruzione, cosiddette mutazioni “nonsense”, è possibile ipotizzare l’utilizzo di farmaci, già in uso per altre malattie genetiche, che   riportano la cellula a leggere il gene correttamente e a formare quindi una copia funzionante della proteina. Sono anche ipotizzabili utilizzi di sostanze neuroprotettive che consentano di preservare i coni e mantenere la visione centrale.

La maggior parte dei trattamenti che sono in via di sviluppo non sarà in grado di ripristinare la funzione visiva andata perduta,  ma potrà rallentare o fermare la progressione della malattia fino a che non si renderanno disponibili altre terapie, ad esempio quelle basate sulle cellule staminali.  I tentativi di trapiantare fotorecettori derivati da cellule staminali sono ancora a uno stadio più iniziale di ricerca. Tuttavia alcune sperimentazioni sui topi hanno dimostrato la  loro capacità di ripristinare la funzione visiva e questo potrebbe aprire la strada a potenziali futuri trattamenti anche sull’uomo.

Anche se al momento non vi sono cure per la RP è molto importante  sottoporsi periodicamente a controlli oculistici. Ciò è importante perché le persone con la RP possono avere altri problemi visivi che sono comuni anche nella popolazione generale  e che possono essere trattati. Ad esempio la cataratta è una condizione frequente nelle persone con RP e compare in genere prima rispetto alla popolazione generale. L’intervento per la cataratta può dare degli ottimi risultati nelle persone con RP , ma ovviamente il risultato dipenderà anche dalla gravità della degenerazione retinica. Fare regolarmente una visita oculistica consente anche di rimanere aggiornati su  cosa c’è di nuovo nel campo della RP. E’ anche importante che le persone che hanno una diagnosi di sindrome di Usher consultino un genetista medico ed eseguano il test genetico. Il test aiuta a confermare la diagnosi, è utile per individuare il tipo di trasmissione e avere quindi informazioni sui rischi per i figli e per altri familiari. Inoltre avere una diagnosi genetica precisa è utile per aggiornarsi sulle novità che si rendono disponibili per quella determinata forma di retinopatia, comprese eventuali sperimentazioni per il trattamento.